Presentazione critica
Samuele Marteno, torinese, classe 2001, non sceglie la materia: la accoglie. Nel suo lavoro entrano tessuti di ogni provenienza e di ogni rango — jacquard preziosi, sete, ricami zardozi d’Oriente, e insieme le divise dismesse della Polizia Municipale di Torino, portate in passerella all’ultima Torino Fashion Week. Il valore di partenza non decide nulla: è la sua mano a decidere il destino della stoffa. Taglia, ricompone, personalizza; e ciò che esce è sempre un capo unico — mai esistito prima, impossibile due volte — pensato per chi lo indosserà e, semplicemente, bello. Non è riciclo, non è nostalgia: è la capacità di trasformare qualunque cosa in qualcosa che vale. Una sola volta, in un solo abito.